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bibliografia |
scheda libro |
Titolo:
Mia Martini, La regina senza trono
Autore: P. Augliera
“La sua voce? Grandissima, viscerale, sempre capace
di trasformare la quiete in rabbia per ridiventare, infine,
nostalgicamente arrendevole”
(Franco Califano)
Leggendo le testimonianze raccolte in questo libro viene
da pensare che ancora una volta questo paese ha perso
l’occasione per rendere un doveroso omaggio a un suo grande
artista: Mia Martini, per tutti Mimì, era infatti una grande
artista. Una voce dalla grana inconfondibile. Capace di
interpretare al massimo ogni brano. De Andrè, Modugno,
Baglioni, Zero, Dalla, Jannacci, Murolo, e tanti altri
ancora, hanno percepito il talento di Mia Martini, ne hanno
rivendicato il ruolo di regina della musica italiana, hanno
scritto o avrebbero voluto scrivere per lei. La storia di
Mia Martini è una strana storia, verrebbe da dire. E chi non
fa parte dell’ambiente dello spettacolo fatica ancor di più
a capire alcuni dei meccanismi che governano questo mondo.
Mi sono sempre chiesto come fosse possibile emarginare
un’artista per la “patente” assegnatale di portajella, come
un mondo governato dalle leggi di mercato, dove cioè uno più
uno fa due, si voglia autolesionare, privandosi di una sua
potenziale risorsa, per dicerie da paesino. Invece succede
anche questo nel mondo dove si dice sia proibito vestirsi di
viola e dove le leggende sulla scaramanzia dei vari artisti
sono tantissime. Ma la storia rende giustizia per fortuna.
Anche se arriva sempre in ritardo. Questo libro ricostruisce
l’ultimo periodo della carriera di Mia Martini, dal suo
ritorno alle scene sul Palco dell’Ariston nel 1989. Canta
Almeno tu nell’universo al Festival di Sanremo e vince il
premio della critica che poi in seguito, a grande richiesta,
verrà a lei intitolato. Elisa anni dopo reinterpreterà
quella canzone, facendola balzare a distanzi di anni ancora
in vetta alla classifica dei singoli. Mimì che ritorna. Che
ritrova il successo. Che cerca di buttarsi alle spalle un
silenzio e un esilio durato dieci anni. L’autore di questo
omaggio, Pippo Augliera, è il fondatore del Club Chez Mimì.
Raccoglie le voci di chi l’ha conosciuta e le è stato amico,
o solo suo collaboratore. E raccoglie anche le chiacchierate
della Martini con il Club. Qui si scopre il lato più vero
dell’artista, quello gioioso per l’affetto dei fans, ma
anche quello amareggiato, perché le voci non sarebbero mai
finite, come i dissidi con le varie case discografiche. Poi
la tragica scomparsa. Ora la rimpiangiamo nella pochezza del
panorama nazionale, come rimpiangiamo Battisti, De Andrè,
Tenco, Graziani, Gaber, Gaetano. Destino dei grandi.
(Di Francesco Marchetti) -
Fonte: Cafè Letterario Alice.
Mia Martini. La regina senza trono,
A cura di Pippo Augliera
Guida ISBN: 88-604-2147-0
PREFAZIONE:
E non finisce mica il cielo, se una nazione non
ricorda le sue voci migliori, i suoi interpreti più
appassionati, le sue ugole più profonde, sensuali, veraci.
No, non finisce mica il cielo in questa italietta berluscona
dei conflitti d’interesse dilaganti che non lasciano tempo
per ricordare una piccola grande donna che ci ha dato così
tanto per avere in cambio così poco, amore del pubblico a
parte. Non le è bastato e il suo cielo è finito e il nostro
si è fatto più povero e scuro, il nostro orizzonte sonoro
più limitato, senza quel suo canto libero maturato nel sole
nel sale, nel Sud.
Ribelle nell’era delle canzonette, signora dei cantautori
quando ancora non era di moda, partenopea adottiva, Mimì -
ha ragione il principe De Gregori - sarà ancora: fa troppo
male parlare di lei al passato. Troppo forte - e viva -
l’emozione che ci provoca il riascoltarla, l’assenza è
davvero un assedio, riecco Piero Ciampi, riecco qualcuno che
come lei cantava per esigenza di vita, per consumare la
propria vita.
Chi l’ha conosciuta non ne ricorda solo la voce, lo sguardo
capace di attraversarti come nel tentativo di essere
altrove, il sorriso a volte forzato, ma il profumo, l’odore
dolce eppure pungente che l’avvolgeva quasi a neutralizzare
i brutti odori del mondo, del mal di vivere che di solito
aveva dentro. Queste pagine non sono Mimì, Mimì non è più,
Mimì è stata, Mimì sarà. Queste pagine sono un regalo
d’amore, un grazie doveroso da parte di chi sa quanta fatica
e quanta passione, quanta vita e quante vite possano esserci
dentro una canzone. Un flashback che ne provoca altri:
ricordo quando Mia fu accolta da Roberto Murolo nella sua
casa napoletana, al Vomero, dicendo “Ma come canta bene
questa guagliona”; ricordo il suo volto illuminato quando
dalla nostra Calabria le avevo portato dei canti popolari e
soprattutto dei peperoncini rossi come il fuoco e l’amore,
quello vero che brucia in gola e nel corpo e nel cuore;
ricordo quanto festeggiò tra i tifosi gli scudetti del
Napoli e i goal-canzoni-minuetti di Maradona; ricordo…
E non finisce mica il cielo, è vero, ma beato quel paese che
sa capire quanto contano le sue piccole grandi donne prima
che finisca il loro cielo. Perchè il cielo non è sempre più
blu, come cantava un altro piccolo grande calabrese.
(di Federico Vacalebre)
© 2005 Alfredo Guida Editore
L'AUTORE:
Pippo Augliera è psicoterapeuta. Ha fondato nel
1989 il club ‘Chez Mimì’ dedicato a Mia Martini, autorizzato
dall’artista stessa, che conta centinaia di soci iscritti in
tutta Italia, e da oltre quindici anni ne cura la fanzine e
il sito.
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